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BEAUTY NEWS

E’ stata annunciata la line up del Primavera Sound 2020 che si terrà a Barcellona dal 3 al 7 giugno. Nulla da invidiare ai festival d’oltreoceano se teniamo conto degli immensi nomi svelati nell’atteso programma, il migliore secondo il direttore artistico Gabi Ruiz. Eh sì, perché a festeggiare il ventesimo compleanno di quello che è ormai uno dei festival musicali internazionali più importanti ci saranno mostri sacri della musica: Iggy Pop, Massive Attack, Beck, Bauhaus e la reunion dei Pavement, imperdibili. Poi ancora Lana Del Rey, The Strokes, National e gli immancabili Shellac.

E ancora dall’hip hop all’elettronica, Brockhampton, Dj Shadow, Earl Sweatshirt, Tyler, the Creator, e Floating Points, Ben Ufo, Nina Kraviz, e il meraviglioso progetto di The Caretaker. Saranno due i nomi a rappresentare l'Italia, Lorenzo Senni e Iosonouncane (che con il suo ultimo album in arrivo, Ira, ha già fatto sold out nelle date di Milano, Bologna e Torino). Cos'altro dire: tutti vorrebbero un compleanno così, non vi resta che prendere i biglietti disponibili da oggi sul sito e festeggiare con loro.

Primavera Sound 2020
Primavera Sound 2020


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Lo scorso novembre, in una fredda sera, una Cadillac Escalades cominciò a circolare nei dintorni del popolare Paris Theater di New York. Poco dopo, i passeggeri dell’abitacolo spuntarono in strada al centro di Manhattan, i flash vennero accesi e il cast della saga sul divorzio di Noah Baumbach in odore di Oscar, Marriage Story, si allineò all’ingresso del noto cinema d’essai.

Si trattava di una riunione alquanto bizzarra, poiché il luogo dell’incontro, un cinema con 581 posti e un unico schermo, aveva chiuso ad agostoo almeno così sembrava. Un insolito salvatore era giunto in soccorso in punta di piedi. L’ultimo proprietario di questo cinema con una storia alle spalle lunga 71 anni, era Netflix, la stessa azienda che aveva finanziato Marriage Story, ma che molti a Hollywood vedevano come una minaccia all’industria cinematografica. Dunque, cosa se ne fa un’azienda di streaming di un cinema reale?

Da The Crown
Da The Crown
NetflixCom’è nato il servizio streaming

Affittare il Paris Theatre si rivelò una mossa utopista da parte di Netflix, l’azienda pensava di aver sorpassato il modello tipico di uscita di un film (proiezione esclusiva al cinema prima di essere reso disponibile per la visione a casa). D’altronde, l’azienda statunitense, nata nell’aprile 1998 come il primo negozio online in assoluto di noleggio DVD grazie agli imprenditori Reed Hastings e Marc Randolph, si è sempre distinta nel modo di operare nel suo settore. Hastings in particolare era una sorta di profeta culturale, che aveva rapidamente cambiato rotta, passando dai DVD a un servizio di streaming online (sebbene i costi per la larghezza di banda e per la velocità di trasmissione dati non siano stati recuperati fino alla metà degli anni 2000).

«Stento a credere come l’industria dello spettacolo fosse convinta che l’erogazione di contenuti digitali potesse restare un’offerta di "nicchia" mentre Reed Hastings tentava di convertire i consumatori all’idea dello streaming già verso la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000», racconta Gina Keating, autrice di Netflixed: The Epic Battle for America's Eyeballs. «È stato un visionario, perché ha steso le basi per ciò che l’intrattenimento domestico globale è diventato».

Non si tratta solo del modo in cui Netflix eroga i suoi contenuti a distinguerlo da altre piattaforme. Hastings e Randolph sono stati tra i primi imprenditori di e-commerce a misurare il comportamento umano attraverso i dati, continua la Keating. «La banca dati di Netflix è in grado di monitorare oltre due decenni di abitudini dei consumatori rispetto allo scenario economico e ai cambiamenti sociali - il cui intero tessuto connettivo è incredibilmente potente e rivelatore».

Da Marriage Story
Da Marriage Story
NetflixI numerosi traguardi di Netflix

L’idea rivoluzionaria di creare uno streaming incessante di contenuti video si è dimostrata un grande successo. Netflix ha, attualmente, 158 milioni di abbonati, secondo un report di Statista. Con il pacchetto "base" a 7,99€ al mese, gli utenti possono scegliere oltre 1500 serie TV e 4000 film. Nel 2019 Netflix ha guadagnato ben 125 miliardi di dollari. Senza contare che il nome dell’azienda adesso fa parte del nostro vocabolario: “Netflix e relax” è una frase diffusa al pari di “googlare”.

Quando Netflix iniziò a produrre contenuti originali nel 2013 e lanciò la sua prima serie, House of Cards, fu una mossa che stravolse il mercato in maniera colossale. Nel 2018 l’azienda ha speso 12 miliardi su Netflix Original, che include serie TV quali Russian Doll, The Crown e Stranger Things. «Era inevitabile che il bilancio salisse», afferma Sally Woodward Gentle, fondatrice di Sid Gentle Films, casa produttrice della serie thriller Killing Eve di Phoebe Waller-Bridge. «Ambizione e successo sono elettrizzanti - e spesso hanno un prezzo - ma la competizione fa altresì salire i costi. C’è una continua lotta per accaparrarsi scrittori, attori, registi [e] troupe. Nel complesso va bene, ma non c’è un legame diretto tra grossi budget e buoni programmi».

Certo, Netflix ha avuto i suoi flop - basti pensare all’azzardo di Marco Polo, cancellato dopo solo due stagioni nel 2016, risultando in una perdita di 200 milioni di dollari - tuttavia, il nuovo modello lo consente. «Nonostante possa sembrare inconcepibile per un canale vecchio stile dare il via libera a una serie seguita dallo 0.5% degli spettatori, per Netflix se quella serie è la ragione per cui lo 0.5% decide di abbonarsi, è sufficiente a giustificare la scelta», spiega l’economista Joshua Gans nell’Harvard Business Review del 2017, e sembra che il successo di Netflix sia solo destinato a salire.

L’effetto Netflix si è finalmente "rilassato"?

A luglio 2019 una notizia scioccante echeggiò nel quartier generale di Netflix. L’azienda annunciò che per la prima volta in quasi un decennio, gli abbonati negli Stati Uniti erano diminuiti, riportando 130.000 utenti in meno. A livello mondiale Netflix aveva aggiunto 2,7 millioni di abbonati, molto meno dei 5 milioni previsti. La notizia non poteva arrivare in un momento peggiore.

A novembre Disney ha lanciato il suo servizio streaming nuovo di zecca, Disney+, negli Stati Uniti, in Canada, Olanda, Australia e Nuova Zelanda (con il Regno Unito che si unirà a marzo 2020). Il servizio della NBCUniversal, Peacock, lancerà ad aprile 2020, mentre Max della HBO partirà a maggio. Si uniscono ad Amazon Prime Video, Apple TV, Hulu, Now TV, Showtime e YouTube Premium - ecco perché, secondo uno studio di TV Time uscito a ottobre 2019, l’87% delle persone si preoccupa del fatto che diventerà troppo caro stare al passo.

Anche le emittenti televisive, quali BBC e ITV nel Regno Unito, seguono il copione Netflix. «Altri provider stanno provando pian piano a costruire un interesse simile attorno i loro programmi, [basato] sul modello Netflix», afferma Alice Jones, redattrice culturale del quotidiano i. «BBC spesso rende disponibile le fiction per intero sul suo iPlayer, mandandole in onda sul canale in maniera tradizionale ogni settimana».

Da Orange is the New Black
Da Orange is the New Black
Netflix

La domanda che molti professionisti e investitori si pongono è: riuscirà Netflix a sopravvivere alla tempesta senza troppe turbolenze? «Netflix ha due punti a suo favore nella battaglia dello streaming», dice Keating. «Innanzitutto, ha inventato la categoria e, inoltre, il suo obiettivo principale è quello di noleggiare film. [Netflix] non ha la necessità di cannibalizzare una porzione del business, come accade per i canali e gli studi di trasmissione Disney, né tantomeno deve prestare il suo talento ad altri settori dell’azienda, come invece succede per Apple e Amazon».

La battaglia per conquistarsi l’attenzione mondiale sarà lunga e onerosa. Netflix avrà bisogno di nomi altisonanti che possano lavorare al fianco dei suoi attuali pezzi grossi, Ryan Murphy e Martin Scorsese. Tuttavia, il vero terreno di scontro saranno i dati di utilizzo, gli algoritmi intelligenti e una dedizione di ferro nei confronti della visione originale dei fondatori: «Proporre film che la gente ami». Se la serata al Paris Theater ci ha insegnato qualcosa, allora Netflix potrebbe davvero vincere la guerra.



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Bella Hadid ci mostra quanto è semplice abbinare pantaloni stampa pitone e sneakers con un look anni 2000

Non è certo un segreto che la più piccola delle sorelle Hadid sia, in fatto di look, una continua ispirazione. Merito del suo innato senso dello stile, ma anche del lavoro della stylist Mimi Cuttrell, che è riuscita nel tempo a costruire per Bella un guardaroba che mixa capi high fashion super sexy a pezzi casual e più sportivi. Tant'è. L'ultimo outfit sfoggiato dalla top a Parigi, ha attirato la nostra attenzione per un abbinamento interessante che ci piacerebbe vedere più spesso. Stiamo parlando della combo pantaloni stampa pitone e sneakers, un binomio vincente che Bella aveva già testato lo scorso anno a New York, in tempo di fashion week. Volete provare anche voi? Indossare un pattern pitonato, dopotutto, non è poi tanto complesso come sembra. Sopratutto se si predilige la texture in colorazioni naturali, come il sabbia, il beige o il marrone. Anche la scelta delle scarpe è importante: meglio puntare su un modello semplice, come un paio di sneakers bianche, per realizzare un outfit più easy chic, stivali o tacchi altissimi, invece, se l'occasione è una cena o un cocktail party serale.

Bella HadidCelebrity Sightings In Paris - January 15, 2020
Bella Hadid
Getty Images

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Approdata in sordina su Netflix durante le vacanze di Natale, la miniserie francese Destini in fiamme (Le bazar de la charité), sta attirando man mano sempre più attenzione. E per vari – ottimi – motivi. È tratta dalla storia vera dell’incendio che nel 1897 ha ucciso 126 persone a Parigi proprio durante l’evento di beneficienza annuale organizzato dall’aristocrazia cattolica che dà il titolo alla storia. In quella notte tragica s’intrecciano storie di donne provenienti da estrazioni sociali diverse, nobildonne e domestiche. Sono loro le principali vittime del rogo perché i cosiddetti gentiluomini le hanno fisicamente calpestate e malmenate per farsi strada verso l’unica uscita. Complici abiti voluminosi, dotati di corpetti e ogni genere di pizzo e merletto, le signore sono rimaste intrappolate nel fuoco.

Tra le indagini per risalire alla causa del disastro s’insinuano dubbi, tradimenti e ribellioni di vario genere, ma restano secondarie. Le vicende di cuore tutte al femminile catalizzano totalmente l’attenzione perché, a differenza di molti altri prodotti simili in costume, stavolta le protagoniste non sono eroine baldanzose che si salvano da sole a dispetto delle regole sociali. Si ritrovano tutte, in un modo o nell’altro, senza voce e devono accettare a vari livelli i compromessi che le leggi dell’epoca imponevano al cosiddetto sesso debole.

DENIS MANIN

Prima di qualsiasi diritto, in primis quello al voto, in un’era in cui esistevano ancora il delitto d’onore e il ripudio della consorte, ciascuno dei personaggi fa del proprio meglio nella difficile arte di sopravvivere, invece d’incarnare ideali di perfezione impossibili da raggiungere per ciascuna di noi.

Veniamo alla trama: alla fiera benefica partecipa Adrienne (Audrey Fleurot), una delle donne più ricche di Parigi, che non passa inosservata non solo per le parure di diamanti al collo ma per la lunga chioma di ricci rossi che le incornicia gli occhi verdi. È lì per sfuggire ad un marito violento, Marc-Antoine de Leverprè, un cinico politico che aspira prima alla presidenza del Senato e poi a quella della Repubblica. Per lei le fiamme odorano di libertà, mentre per la figlia della sorella Alice (Camille Lou), biondissima rampolla dell’alta società, rappresentano l’incubo peggiore. Si trova alla fiera con il promesso sposo, Julien (Theo Fernandez), un omino tanto facoltoso quanto pavido, che il padre di lei vuole come genero per salvarsi dalla bancarotta. Con loro anche la sua cameriera personale Rose (Julie de Bona), in trepidazione per l’imminente partenza verso l’America con il marito Jean (Aurelien Wiik), cocchiere della famiglia de Jeansin. Madame Houchon (Josiane Balasko), intanto, scopre che la figlia e il nipotino si trovano all’evento, ma solo il piccolo fa ritorno a casa con un’altra domestica. Inizia così a cercare la giovane ovunque, dagli ospedali all’obitorio.

Si conoscono tutte, fanno parte della stessa cerchia, legate da vincoli di sangue o da doveri di rango, ma ignorano fino a quel momento come la vita possa scompigliare le carte in tavola. Sono ad un punto di svolta obbligato e devono ridefinire i rapporti con gli uomini che gestiscono di fatto le loro esistenze.

Appassionate, ma anche piene di dubbi e paure, si trovano spesso sotto scacco e vengono a patti con valori e principi per cercare di uscire da situazioni impossibili con il minor numero di cicatrici possibili. Il che, vista la situazione, si rivela doppiamente difficile. Ad un certo punto se ne infischiano del rumore di fondo e si concentrano su quello che hanno di più caro, gli affetti, a prescindere dal gradino che occupano nella gerarchia sociale.

EPISODE 5

Vira solo leggermente su tinte gialle e noir, puntando invece sul melò: Destini in fiamme è perfetto per chi ama gli amori travagliati e preferisce chiamare sfide le difficoltà della vita.

Comunque vada, tifiamo per queste donne, nessuna esclusa, nella loro tragicità così romantica… e per una seconda stagione, su cui però ancora non è dato sapere nulla.



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In passerella soffici piumini neri e blu, trench classici. Siamo allo show di Valentino alla Paris Fashion Week Menswear. A inaugurarla una performance musicale di FKA Twigs che ha cantato Mary Magdalene e Cellophane, due brani tratti dal suo ultimo album, Magdalene, uscito l'anno scorso. Non è la prima volta che la pop star esprime la sua passione per il brand: era infatti in prima fila con un cappello da pescatore e stivali coordinati ispirati alla stampa mucca alla sfilata Haute Couture di Valentino della scorsa estate.

Questa volta, a contrasto con la collezione minimal, la performance di FKA Twigs ha puntato tutto sulle noti più sgargianti. È salita sul palco con una maschera scintillante effetto veletta e un etereo abito in pizzo Valentino Haute Couture lungo fino al pavimento ricamato ovunque con fiori delicati. Anche se il parterre di fashionisti probabilmente aveva gli occhi fissi sulla nuova collezione di Piccioli, l'ensemble mozzafiato della star è quasi riuscito a rubare lo spettacolo.

Valentino : Runway - Paris Fashion Week - Menswear F/W 2020-2021Photo: Getty Images / Pascal Le SegretainFKA TWIGS
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L'articolo è stato originariamente pubblicato su Vogue.com



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Mentre Meghan, in Canada, ha ricominciato le sue attività, Harry si trova ancora a Londra per gestire la transizione verso l'uscita dalla Royal Family. Un momento particolarmente difficile per la coppia che sta letteralmente vivendo forse il momento di maggiore esposizione mediatica dai tempi del loro matrimonio e che sta spaccando in metà l'opinione pubblica britannica tra chi ritiene quello dei Duchi una sorta di tradimento e chi invece pensa che quello di Harry e Meghan sia un allontanamento necessario per preservare la salute e la qualità della vita dell'intera famiglia, messa a repentaglio dalla pressione della stampa.

Prince Harry "Is Hot" Style File
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Prince Harry "Is Hot" Style File

Di quest'ultima opinione è l'attore Hugh Grant che ha deciso di supportare pubblicamente la scelta fatta dal Duca del Sussex. "La stampa ha di fatto ucciso sua madre" ha detto l'attore in un'intervista a Sirius XM parlando di Harry, aggiungendo "Ora vogliono fare a pezzi sua moglie".

Hugh GrantWarnerMedia Winter TCA 2020 - Presentation
Hugh Grant
Jeff Kravitz

Intanto Harry non ha messo in stand-by i suoi impegni: in attesa di scoprire i nuovi sviluppi della sua vita, il Duca ha intanto già annunciato quella che sarà la location degli Invictus Games 2022 di cui è fondatore. Il certamen sportivo che prevede la competizione in diverse discipline sportive tra veterani di guerra che hanno contratto disabilità permanenti in servizio (e che nel 2020 sarà nei Paesi Bassi) per il 2022 sarà ospitato a Düsseldorf in Germania.

Meghan e Harry agli Invictus Games del 2017Invictus Games 2017
Meghan e Harry agli Invictus Games del 2017
Danny Lawson - PA Images

E chissà che, essendo più libero dagli impegni istituzionali, anche gli Invictus Games non possano godere di una maggiore presenza di Harry.



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Volendo dare un titolo alle ultime ore potrebbe essere "Megxit: the aftermath". Dopo tutte le parole, le dichiarazioni ufficiali, le prese di posizione e i rumors, ora per i Duchi del Sussex inizia il periodo più impegnativo dopo il divorzio dalla Royal Family: quello di ricominciare a dedicarsi alle proprie attività.

Harry e Meghan: la prima uscita pubblica nel 2020
Harry e Meghan in visita alla Canadian House a LondraMeghan e Harry
Harry e Meghan in visita alla Canadian House a Londra
DANIEL LEAL-OLIVASHarry e Meghan in visita alla Canadian House a LondraMeghan e Harry
Harry e Meghan in visita alla Canadian House a Londra
WPA PoolHarry e Meghan in visita alla Canadian House a LondraMeghan e Harry
Harry e Meghan in visita alla Canadian House a Londra
WPA PoolHarry e Meghan in visita alla Canadian House a LondraMeghan e Harry
Harry e Meghan in visita alla Canadian House a Londra
WPA PoolHarry e Meghan in visita alla Canadian House a LondraHarry e Meghan
Harry e Meghan in visita alla Canadian House a Londra
Samir HusseinHarry e Meghan in visita alla Canadian House a LondraHarry e Meghan
Harry e Meghan in visita alla Canadian House a Londra
WPA PoolHarry e Meghan in visita alla Canadian House a LondraHarry e Meghan
Harry e Meghan in visita alla Canadian House a Londra
WPA PoolHarry e Meghan in visita alla Canadian House a LondraHarry e Meghan
Harry e Meghan in visita alla Canadian House a Londra
Chris JacksonHarry e Meghan in visita alla Canadian House a LondraMeghan e Harry
Harry e Meghan in visita alla Canadian House a Londra
Chris JacksonHarry e Meghan in visita alla Canadian House a LondraMeghan e Harry
Harry e Meghan in visita alla Canadian House a Londra
Chris Jackson

Harry e Meghan: la prima uscita pubblica nel 2020

A tal proposito Meghan non sembra aver davvero aver subito troppi contraccolpi: la Duchessa infatti ha deciso di ricominciare subito con la sua attività di supporto alle organizzazioni che si occupano di volontariato andando a visitare, in Canada, la Downtown Eastside Women’s Centre che si occupa di essere uno spazio sicuro per le donne a qualunque punto della loro vita e che vivano o lavorino nel Downtown Eastside.

Non mancano però i grattacapi per Meghan che, paradossalmente, non arrivano tanto dalla famiglia di Harry, quanto dalla propria. Sembra infatti che sia tornato ad affacciarsi nella vita di Meghan, suo padre, Thomas Markle. Come rivela il Daily Mail, sembra che il padre di Meghan sia pronto a testimoniare contro la figlia nella causa aperta dai Duchi del Sussex contro i tabloid.

Un colpo decisamente basso, l'ennesimo condotto dalla stampa britannica contro Meghan, che di sicuro avrà ripercussioni e di cui, di certo, sentiremo ancora parlare. Purtroppo.



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